Scelta delle protesi mammarie

Mastoplastica additiva

SCELTA DELLE PROTESI MAMMARIE

MASTOPLASTICA ADDITIVA


Mastoplastica additiva Scelta delle protesi mammarie

Mastoplastica additiva - Scelta delle protesi mammarieMai come nell'attualità è discusso il tema del tipo di protesi mammarie nella mastoplastica additiva.  30/40 anni fa avevamo a disposizione al massimo due tipi di protesi mammarie, enflatable o pre riempite, entrambe di forma rotonda e a superficie liscia.

Oggi per  l'aumento del seno ci si può avvalere di molti tipi di protesi mammarie per soddisfare tutte le esigenze di chi vuole migliorare secondo il proprio gusto l'estetica del proprio seno, e che si differenziano, per livello di coesività del silicone di cui sono costituite ( bassa, media, elevata coesività ), per il tipo di superficie di rivestimento protesico  ( liscia, testurizzata ), per il tipo di tesaurizzazione ( a stampo o a sale ), per il numero degli strati dell'involucro delle protesi mammarie ( diversi strati ). Differenze non meno importanti tra una protesi mammaria e l'altra sono determinate dalla natura dell'involucro protesico che può essere oltreché in silicone anche in poliuretano. La mastoplastica additiva può avvalersi anche oggi di protesi mammarie enflatable anche se questo tipo di protesi mammarie è poco richiesto.

La particolare coesività del silicone di cui le protesi mammarie sono costituite attualmente rende ragione delle particolari forme e proiezioni disponibili sul mercato, oltre alla classica disponibilità delle tre opzioni: a basso, a medio e ad alto profilo. Sono disponibili protesi di tipo anatomico ( schiacciate al polo superiore e particolarmente proiettate al polo inferiore ) che si differenziano anche per la dimensione dell'arco del polo inferiore che, se scelto, in casi particolari sulla base di una voluta corrispondenza con la dimensione del polo inferiore della mammella, può fare la differenza se la ricerca è di un risultato particolarmente naturale.

Per quanto riguarda le richieste delle pazienti candidate alla mastoplastica additiva, queste solitamente si limitano ad informarsi sulla marca delle protesi mammarie che il chirurgo intenderebbe utilizzare, sulla forma rotonda o anatomica e sulla sede di impianto ( le parole d'ordine sono: dual plane), senza chiedere di conoscere granché sulle qualità/caratteristiche differenziali tra un tipo di protesi mammaria e un altro, in relazione all'estetica finale del seno e alle loro aspettative oltre l'assunto scontato di volere più seno.

Questo non accadeva in passato, quando la pretesa della paziente tipo che voleva rifarsi il seno e che voleva sottoporsi a una mastoplastica additiva era al massimo la richiesta  di una determinata misura/taglia di seno.

Il fatto nuovo che ha determinato le pretese attuali delle pazienti che hanno in mente di sottoporsi  ad una mastoplastica additiva, e quindi l'approccio attuale delle pazienti nell'ambito della chirurgia estetica di aumento del seno deriva non solo dall'informazione mediatica ridondante sui vari temi della chirurgia estetica  ( forum compresi  ecc. ) ma soprattutto dal fatto che le ditte che commercializzano le protesi mammarie, per conquistare il mercato, hanno adottato la strategia di fare pubblicità di massa rivolgendo i loro messaggi direttamente alle candidate alla mastoplastica additiva.
Oggi le pazienti che entrano nei nostri studi o che ci contattano via mail ci chiedono  sempre  più spesso quali protesi mammarie usiamo, sentendosi più tranquille se la marca delle protesi mammarie da noi dichiarata corrisponde a quanto da loro appreso dalle varie informative pubblicitarie.

Detto questo, per dare un personale contributo ad una scelta ponderata ma soprattutto per esprimere i frutti della mia esperienza più che trentennale in ambito di mastoplastica additiva, posso dire con sicurezza che mi trovo a privilegiare, a parità di volume, quelle forme ( derivate dal rapporto tra base e altezza e quindi a particolare proiezione ) che risultano frutto di un iper - riempimento delle protesi mammarie stesse e che quindi riducono il fenomeno delle ondine ( wrinkling ). A parità di volume un tipo siffatto di protesi mammaria ( iper riempita ) destinata all'aumento di volume del seno, comporta diametri ( altezza, larghezza ) leggermente inferiori rispetto alle sorelle a riempimento meno "forzato", e secondo la mia esperienza comporta minori rischi di disagi ( dolenzie, percezione dei bordi delle protesi mammarie ecc. ).
Questo tipo personale di approccio alle varie procedure di mastoplastica additiva mi porta a prendere in maggior considerazione certe marche di protesi mammarie anziché certe altre, a prescindere dai tipici  fattori protagonisti del mercato, quali i costi o la pubblicità  mediatica del prodotto.
Entrando più nello specifico, la domanda ricorrente per quanto riguarda la mastoplastica additiva  è: protesi mammarie rotonde o protesi mammarie anatomiche?
E questo indipendentemente dal tipo di seno di partenza, talchè coloro tra i chirurghi che preferiscono ( pensando in tal modo di soddisfare meglio la loro clientela  ) tra le varie  protesi mammarie quelle anatomiche, tranne rari casi ( il più ovvio è rappresentato da una specifica richiesta da parte della paziente che  chiede specificatamente di essere operata con protesi  rotonde ) tendono ad usare sempre protesi  anatomiche a prescindere dal tipo di seno di partenza.
L'idea da parte del chirurgo che predilige le protesi anatomiche rispetto alle protesi mammarie rotonde è che le anatomiche, data la loro caratteristica di essere più schiacciate al polo superiore rispetto alla maggior proiezione presente al polo inferiore, simulerebbero maggiormente, in termini di risultato estetico della mastoplastica additiva specie per volumi considerevoli in progetto, le caratteristiche di un seno naturalmente grosso che tende naturalmente a un certo grado di ptosi ( caduta ), con l'acquisizione del caratteristico appiattimento dei poli superiori. Ma è proprio così che vogliono il loro nuovo seno le donne che vogliono più seno?
I chirurghi che prediligono le protesi mammarie rotonde sostengono che il risultato di una mastoplastica additiva è più bello con tali protesi e che, al contrario,  l'utilizzo di protesi  anatomiche comporta una minor naturalezza del seno rifatto.
Può apparire strano che anche tra professionisti ci possano essere divergenze apparentemente così importanti nel merito di scelte che, sempre in apparenza, dovrebbero essere fondamentali  per il miglior risultato di un aumento di volume del seno, che per l'appunto consiste nell'impianto dei presidi chirurgici ( le protesi mammarie ) che sono appunto l'oggetto della diaspora.
In realtà posso dire, dopo almeno quindici anni di utilizzo prevalente di protesi mammarie di tipo anatomico e di quasi trent'anni di utilizzo di protesi mammarie rotonde, che in più della metà dei casi di mastoplastica additiva è difficile riconoscere a distanza se un certo risultato sia attribuibile al tipo di protesi mammaria utilizzato. Questo perché quando c'è un abbondante strato di tessuto di copertura ( ghiandolo adiposo ) nel soggetto che si sottopone alla protesizzazione, l'effetto finale dell'integrazione di volume, anche in conseguenza della contrattura capsulare periprotesica che avviene fisiologicamente ( primo grado nella classificazione di Baker ) e che tende a ridurre anche le differenze di forma ( dei vari tipi di protesi ) in semplici volumi ( cioè a livellare le differenze di forma delle protesi ), non si riesce a stabilire se per una determinata mastoplastica additiva siano state utilizzate protesi mammarie anatomiche o rotonde perché l'effetto estetico di entrambe è sovrapponibile.

Nei casi limite di assenza di tessuti di copertura ( il caso più limite è il torace piatto della donna  mastectomizzata ) in un soggetto che si sottopone all'intervento, la differenza estetica tra l'impiego di protesi mammarie di tipo anatomico anziché di tipo rotondo può fare la differenza specie per protesi mammarie di grande volume. Ma sul concetto di naturalezza, attribuito alle protesi mammarie anatomiche utilizzate in una mammella normale, mi manterrei più cauto se con l'espressione "più naturale" volessimo anche sottintendere "esteticamente migliore". Molto spesso le candidate a una mastoplastica additiva puntano sull'effetto "proiezione" e prediligono una bella proiezione del seno proprio a livello dei poli superiori delle mammelle dove le protesi mammarie anatomiche sono studiate per essere strutturalmente più piatte. Quindi nell'aspettativa delle pazienti che si vogliono sottoporre alla mastoplastica additiva, il concetto di naturalezza del nuovo seno ( così come lo si vorrebbe interpretare...) spesso non coincide con la pretesa delle protesi anatomiche di schiacciare i poli superiori  delle mammelle.

In ultimo c'è da dire che le protesi mammarie di tipo anatomico possono incorrere nel rischio di cambiare orientamento ( di girarsi  ), o addirittura di capovolgersi causando asimmetrie o anomalie di forma, rendendo necessario, anche se raramente, un reintervento di revisione della mastoplastica additiva che consiste generalmente nella sostituzione della protesi mammaria anatomica con una protesi mammaria rotonda. È vero a dirla tutta che anche le protesi mammarie rotonde possono correre il rischio di capovolgersi ( se il loro cambiamento di posizione si limita alla rotazione non succede nulla in quanto sono rotonde....). Se una protesi  mammaria rotonda si capovolge ( evento rarissimo che mi è capitato una sola volta ) produce dismorfia, in quanto la sua consistenza semi solida, in virtù del silicone ad elevata coesività di cui è fatta, comporta che la sua base piatta e semi rigida, se assume la posizione ( capovolgendosi ) che avrebbe dovuto avere la superficie opposta a cupola, sia chiaramente visibile.
Di sicuro, per conoscenza di chi vuole sottoporsi all'intervento di aumento del seno con protesi, possiamo affermare che le protesi mammarie di tipo anatomico sono state create per la ricostruzione mammaria post mastectomia ( torace piatto con solo cute e sottocute di copertura dell'impianto protesico ) e non per la mastoplastica additiva su donna con un seno presente. In tali casi ( esiti di mastectomia ) sicuramente un tessuto di copertura così sottile ( all'emitorace delle mastectomizzate ), venendo a definire molto i contorni della protesi mammaria, potrebbe causare l'innaturale effetto a palla su una protesi mammaria rotonda e al contrario possiamo dire che una anatomica  può "rendere" meglio l'apparenza di naturalezza ( in quanto più schiacciata al polo superiore), anche perché in grado di simulare meglio l'estetica della mammella contro laterale che nelle donne  mastectomizzate ( in genere over.....) è sempre un po' ptosica.

Altra considerazione che mi sono trovato a maturare nel corso di tanta esperienza nella mastoplastica additiva è che, dato che le protesi  mammarie di tipo anatomico sono generalmente strutturate in modo da avere a parità di volume diametri leggermente maggiori ( specie i diametri longitudinali ) rispetto alle protesi mammarie rotonde, per garantirne la stabilità ( contro il rischio di girarsi ), questo può comportare, unitamente al fatto che talune protesi mammarie anatomiche sono appositamente strutturate con un gel di silicone particolarmente coesivo, una maggior possibilità di percezione tattile dei bordi delle protesi mammarie, in basso o di lato. Ciò  può comportare qualche problema psicologico alle pazienti dopo una mastoplastica additiva con protesi anatomiche.

In conclusione posso dire di avere avuto risultati molto soddisfacenti con l'utilizzo di protesi mammarie anatomiche nelle mie mastoplastiche additive ma posso anche affermare di aver avuto risultati straordinariamente belli anche con l'utilizzo delle protesi mammarie rotonde.
Peraltro posso tuttavia asserire di non aver mai dovuto rimuovere protesi mammarie di tipo rotondo per sostituirle con protesi mammarie di tipo anatomico mentre non e' vero il contrario.

Esempio di mastoplastica additiva con protesi anatomiche. Notare la relativa innaturalezza dell'effetto di questo tipo di protesi che in altri casi vengono proposte o richieste perché più naturali..... A parte il lato destro della paziente da non considerare relativamente al polo inferiore che appare dritto anziché arrotondato, ma che dipende dalla sutura ancora relativamente fresca ( 15 giorni dalla mastoplastica ), notare l'appiattimento relativo dei poli superiori che non tutte le pazienti intendono allo stesso modo come espressione dell'idea imprecisabile di naturalezza.....

Mastoplastica additiva con protesi anatomiche

Protesi di tipo anatomico. Notare come sia schiacciata al polo superiore

Protesi rotonda in procinto di essere impiantata sul paziente - Si nota come viene aperto l'accesso chirurgico dall'assistente chirurgo, tramite un elevatore da mammella per consentire l'impianto della protesi mammaria. La protesi illustrata è una protesi rotonda, la tecnica adottata in questa mastoplastica additiva è retro ghiandolare

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